La vigilia di Natale in epoca vittoriana era considerata una ricorrenza particolarmente importante poiché era la giornata degli arrivi!
Quelli che stavano per passare il Natale con amici o parenti si mettevano in viaggio sui treni o sulle diligenze e, qualche giorno prima della viglia, si recavano senza indugio a casa dei propri affetti. Nel caso delle famiglie benestanti, nella seconda metà del 19° secolo si potevano avere un paio di giorni di vacanza dal lavoro mentre i ceti più poveri lavoravano sempre e alacremente anche durante le feste. Gli scozzesi preferivano rimandare i festeggiamenti di un paio di giorni per accogliere il nuovo anno, in quella che viene definita la festa di Hogmanay (l’ultimo dell’anno).
Qualche giorno prima della viglia, chi viveva in campagna si recava nei boschi vicino casa per tagliare un bel albero da riporre nel salotto e da decorare. Questo compito spettava agli uomini della famiglia e, nel caso delle case dei signori per bene, questo compito spettava alla servitù che ne prendeva anche uno da portare nelle sale comuni della servitù.
In ogni caso, durante questo lavoro gli uomini erano spesso accompagnati dalle donne e dai bambini che raccoglievano ramoscelli, bacche e sempreverdi per realizzare ghirlande e decorazioni per tutta la casa.

La vigilia di Natale era senza dubbio il momento più bello delle celebrazioni natalizie. La mattina veniva acceso il noto Yule Log, “il ceppo di Natale”, abitudine natalizia in uso in gran parte dell’Europa (vedi più avanti fra le tradizioni vittoriane).
Vero ora di pranzo ci si sedeva alla tavola solennemente imbandita con le tovaglie e le argenterie più belle, e si consumava un abbondante pasto che poteva durare molte ore… come vedete nulla è cambiato ai giorni nostri!
Nel pomeriggio, un evento tanto atteso: le porte del salotto venivano aperte e i bambini, infine, potevano ammirare l’incantevole albero di Natale che credevano fosse stato portato da Santa Claus insieme ai doni ripostivi sotto.

Nel caso della tradizione vittoriana, la vigilia di Natale era il momento per lo scambio dei regali ed ogni componente della famiglia (ma anche della servitù) riceveva un dono. Non c’era un momento prestabilito perché in ogni famiglia ognuno faceva come preferiva. Si potevano aprire direttamente nel pomeriggio oppure dopo cena prima di andare a dormire perché, mentre per noi c’è la credenza popolare che Babbo Natale passi la notte tra il 24 e il 25 dicembre, per i victorians non c’era una notte esatta… Passava e lasciava… quando, dipendeva da famiglia e famiglia!

Dopo lo scambio dei regali ed un pomeriggio di relax, c’era la cena della viglia composta da piatti particolarmente abbondanti e della durata assai variabile.
In ogni caso dopo il pranzo e dopo la cena si avevano dei momenti ricreativi. Ognuno aveva una parte: i bambini recitavano poesie, i bambini più grandi e gli adulti mettevano in scena drammi teatrali e episodi tratti dalla storia, mentre spettacoli musicali e di canto di gruppo riempivano la casa. I giochi di società erano estremamente popolari.

Molto ricorrenti erano i Tableau vivant, ovvero uno o più persone insieme atte a rappresentare una scena o un quadro, senza nessun movimento, senza poter parlare, nell’attesa che gli ospiti capissero che cosa si stava tentando di rappresentare. Quando iniziava a farsi un po’ tardi, i bambini assonnati venivano condotti a letto mentre gli adulti si intrattenevano in chiacchiere nel salotto. Non si faceva mai tardissimo… Non c’era l’usanza di attendere la mezzanotte, poiché era consuetudine recarsi alla messa di Natale dell’indomani.
Cari amici speriamo che queste curiosità sulla vigilia di Natale in stile vittoriano, ti siano piaciute. Condividi e diffondi la magia del Natale qui su Lovers Christmas!
Fonte: elisabethsissi